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giovedì, settembre 24, 2009

citazioni di settembre

“il numero di donne della mia generazione delle quali a posteriori, si può dire siano state “il grande amore” di qualcuno, in qualsiasi ambito, è davvero minimo…. l’amore è arduo, aspirare a qualcuno è arduo….naturalmente sarebbe più facile giocare dalla parte dei maschi. loro non vanno mai a caccia dell’amore in quanto tale, mai. vanno a caccia di donne….a spingermi era la sensazione di meritare l’amore assoluto di qualcuno, addirittura il grande amore….non so se ottenere amore da un uomo sia una dimostrazione di forza più oggi di quanto non fosse un tempo, ma in realtà lo so: ci vuole più forza oggi. è una sofferenza indicibile….gli uomini sono come oggetti corazzati, imponenti assemblaggi di pelle e corazza, quasi opere murarie, che si dice si possano autodemolire toccando il punto giusto, da cui si riverserà un fiume di attenzioni appassionate. e sappiamo che a volte questo accade a una delle nostre sorelle o è accaduto.”

lunedì, settembre 07, 2009

ricordi di letture estive: Geoff Dyer o l'arte di descrivere

“La cantante levava le mani in aria come se i suoi suoni crescessero lì e, a condizione di raccoglierli all’infinito, senza interruzione, non sarebbero mai venuti a mancare.
I musicologi fanno un gran parlare del tono perfetto, ma a me quella voce faceva pensare a una postura perfetta: i capelli lunghi e dritti come una schiena flessuosa; i piedi scalzi dalle movenze così leggere che quasi non toccavano terra.
La voce era garanzia di assoluta devozione; ma poi la nota si protaeva ancora, andava oltre, e tu ti domandavi cosa avresti dovuto fare per meritarti tanta devozione, tanto amore. Avresti dovuto essere quella nota, non l’oggetto di devozione, bensì il devoto.
La voce scivolava e scendeva in picchiata. Sembrava uno di quei momenti perfetti nella vita, quando la cosa che più ti auguri si realizza e, realizzandosi, si tramuta - si tramuta, nella fattispecie, in suono: quando, in un luogo pubblico, scorgi le persone che più desideri vedere e la cosa non ti sorprende affatto: lo schema nella casualità, quando il caso scivola nel destino.
Una nota si protrasse ai limiti del possibile, e poi un po’ di più: continuò, da qualche parte, molto dopo che fosse capace di farsi udire. E’ ancora lì, anche adesso.”
Geoff Dyer, Amore a Venezia Morte a Varanasi, Einaudi